Mi piace farmi cullare dal vento, ascoltare la sua voce, osservare i suoi colori…


I caldi colori si rincorrono nel blu intenso del cielo, stracci di nuvole candide e iridescenti si sfilano, intrecciandosi e io mi perdo a guardare, a sentire, mentre cerco di cogliere la bellezza infinita. Ti sento vicino ed è perfetto. La mia anima è quieta e riposa serena, viva e danzante nel fervore delle emozioni che mi fanno sussultare, ma libera e leggera come aria fresca. Ancora un po’, ancora un secondo e poi tutto si ferma. Le stelle corrono senza sosta nel loro giro perenne, la vita si srotola come un nastro ansioso di impregnarsi di lei, dove tutto è dolce, dove tutto serve, dove nulla avviene per caso. Ed io tutto comprendo. Che strana percezione ci attanaglia il cuore! Voglia di andare e di restare, voglia di perdersi e di trovarsi ancora, voglia di scoprire e di dare per scontato e lasciare che accada di nuovo e un’altra volta e per sempre. Vita, morte, vita… un ciclo infinito, sublime rinnova e lascia morire per rinascere ancora, ammaliandoci e scuotendoci. E’ un terrore, ma dolce dove poi ci si lascia andare, sapendo che è giusto così, che va bene, che non sarà la fine nonostante tutto. Senti… lo senti, se stai in silenzio un altro po’, puoi cogliere l’abisso che si dipana tra le nostre essenze, puoi avere la percezione di uno spazio infinito dove, eppure, possiamo toccarci e ritrovare uno strano, impossibile, incomprensibile senso di unicità e unione.
Sembra sciocco quello che dico e senza senso, ma pensa! Lascia il fardello della ragione e abbandonati alla nostra vibrazione, a quella persistente realtà che nulla può annientare e che invita a scoprire per scoprire, ad amare per amare, a capire per vivere qui e ora. Ci sono solitudini che non hanno ragione di essere, ci sono luoghi dell’anima dove l’anima si perde, ci sono fiotti di luce che abbagliano, riducendo la capacità di sentire e vedere e comprendere. Ma se tu mi senti, se tu mi ascolti, se tu lasci che ti porti per mano, potrai contare su nuove emozioni, potrai sapere che non mento, che non insceno una bizzarra canzone tanto per fare. Se tu mi credi, saprai che ciò che bisbiglio all’orecchio penetra come una saetta a trafiggere il cuore di un dolce dolore che aiuta ad aprire un varco, permette all’aria di invadere quegli spazi silenziosi e ciechi e soffocanti dove si muore ancor prima di morire.
Laggiù all’orizzonte e là, nelle profondità del cielo, tra noi e qui, in questo briciolo di terra la stessa anima scorre, la stessa consistenza perdura, lo stesso amore pervade di sé e ci aiuta e ci sostiene e ci soffia nel vento come foglie rosse e arancioni e gialle, vorticanti nell’aria autunnale che questo giorno mi ispira. Stringimi, mentre ci culla nelle sue calde braccia e ci trasporta il suo sospiro impalpabile. Stringimi e io ti sento.

27 Febbraio 2011 at 14:46 | Commenti & Trackbacks (0) | Permalink